Se S. Rufillo tornasse oggi…

Se San Rufillo tornasse oggi, sarebbe prima di tutto Rufillo senza S. davanti. Ma cosa farebbe?
Cosa penserebbe? Chi andrebbe prima di tutto a cercare? Quali draghi dovrebbe affrontare?
Leggo dalla vita del beato Rufillo che mentre offriva i sacri doni di Cristo (Eucaristia), questo predicava al popolo: Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano e pregate per
coloro che vi perseguitano e vi calunniano. Se farete questo sarete veri figli di Dio. E poi ancora:
Padre perdona loro: Se Cristo fece questo per coloro che lo uccidevano, che cosa dobbiamo fare noi con il nostro prossimo, con coloro che a parole ci perseguitano o ci procurano danni o
tentano di farlo anche se non prevalgono. Perciò perdonate loro con il cuore e con pura coscienza!
Cercare la pace fra le persone, fra le famiglie, e insegnare a perdonare, queste le prime cose che Rufillo cercava per la sua gente. Ma poi ancora, citando il profeta Isaia “Lavatevi, purificatevi, togliete dalla mia vista il male delle vostre azioni, cessate di fare il male, imparate a fare il bene” rivolgendosi al popolo Rufillo diceva: Lavatevi, purificatevi; nessuno può lavare
un altro se egli stesso non è mondo; molti infatti si lavano, ma in essi non c’è pulizia; non c’è acqua pura per dare una perfetta limpidezza, poiché l’acqua pulisce le sporcizie esteriori
mentre occultamente i vizi nell’intimo alimentano le immondizie interiori; il corpo infatti si pulisce con l’acqua, il cuore viene inquinato con i vizi della mente e per questo occorre il pentimento e aprirsi allo Spirito Santo!!
Cercare la pace, non temere chi ti calunnia o offende e imparare a perdonare, ma soprattutto
guardarsi dall’ipocrisia che è dire agli altri quel che noi per primi non siamo disposti a vivere.
I draghi sono sempre quelli: l’ira e la discordia, l’ipocrisia e la malevolenza… non c’è una medicina esteriore che può vincere in noi questi dèmoni. Ascoltare la Parola di Dio, accostarsi ai sacramenti (penitenza, Eucaristia..), la preghiera personale, la correzione fraterna sono le armi spirituali che ci vengono consegnate per combattere la buona battaglia della fede nel Risorto.
Se Rufillo tornasse oggi non si scandalizzerebbe del nostro mondo moderno ma ci ripeterebbe le parole che, allora come oggi, possono riempire il cuore lasciandolo libero: se volete, amatevi come io vi ho amato.
A sessant’anni dal ritorno delle reliquie a Forlimpopoli vogliamo ripeterci le parole che costruiscono il bene comune: pace, sincerità di cuore e giustizia vera. Ciò per cui il Beato Rosario Livatino, magistrato ucciso dalla mafia il 21 settembre 1990, fu disposto a versare il suo sangue.
San Rufillo, prega per noi.

don Stefano