Vita Religiosa maggio 2025
S. RUFILLO PATRONO DI FORLIMPOPOLI
SAN RUFILLO E IL DRAGO
Il 16 maggio del 1964 fu traslato il corpo del Santo da S. Lucia di Forlì – dove S. Rufillo era stato portato in seguito alla distruzione di Forlimpopoli del 1361 – alla Chiesa Collegiata a lui dedicata. Di qui la scelta di festeggiare il ‘Gran Patrono’ il 16 maggio. Ricordare queste date ci riporta ad una storia che, al di là dei simboli e delle immagini suggestive, ci parla di una fede che si è trasmessa di generazione in generazione fino a noi. La preghiera di colletta all’inizio della messa del Santo dice: “O Dio, che hai chiamato alla fede i nostri padri con la predicazione apostolica del vescovo San Rufillo, donaci di vivere in modo autentico e coerente la nostra vocazione cristiana”. I tempi cambiano e si trasformano e così anche le modalità e gli stili di vita e la fede non ne è esente. Il cambiamento d’epoca ci chiede di individuare i nuovi draghi e le risorse che dal Vangelo vissuto, nascono. I draghi: l’individualismo è forse ciò che infesta di più le nostre zone. L’individualismo che porta a legami instabili, pensiamo alla fatica di mettere su famiglia e la crisi demografica, il lavoro concepito più in funzione della paga che della realizzazione personale, la cura dell’ambiente e il poco tempo che dedichiamo alla educazione dei più giovani, delegando alle agenzie educative o al limite a medici e psicologi. Poi le ombre cupe delle guerre e delle crisi economiche… Ma la Grazia di Dio non ha mai fatto mancare uomini e donne che hanno preso sul serio il Vangelo di Gesù, il fuoco del Vangelo che ripete “pace a questa casa”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti tornerà su di voi. (Lc.10,5-7)
Oggi essere uomini e donne di pace vuol dire costruire relazioni buone, accoglienti e ospitali. Non è più il tempo dei grandi proclami e di visioni utopiche, è il tempo della lenta e costante costruzione di rapporti fecondi che trasmettono speranza e non lamentela, serenità e non vittimismo. Il Vangelo in questo senso è quella Parola in grado di cambiare il cuore se sappiamo ascoltarlo, di più è Parola che si fa carne di relazioni significative e che valorizzano la nostra umanità ferita ma anche portatrice di dignità perché fatta a immagine di Dio.
Da dove iniziare? Dalle nostre famiglie, prima di tutto, ma poi dai luoghi di lavoro e di studio, dai rapporti di buon vicinato, insomma iniziamo lì dove siamo e viviamo. Come Comunità Cristiana abbiamo il compito di vivere e incarnare il Vangelo e sostenerci nel lavoro di conversione a Dio e di apertura agli altri a partire da chi più ne ha bisogno. San Rufillo prega per noi.
don Stefano Pascucci
PELLEGRINI DI SPERANZA
Da dodici a tre, da settantadue a due. Cosa sono questi numeri? Li conoscete tutti. Sono i numeri dei “collaboratori pastorali” di Gesù. Anche Gesù non faceva tutto da solo, ma si riservava il compito di formare i suoi collaboratori e di inviarli dopo averli fatti vivere l’esperienza della comunione. E non li trattava tutti alla stessa maniera. I primi a scegliere sono stati i dodici apostoli. Questi dodici li ha seguiti con particolare cura. Ma fra questi dodici, ne scelse tre, ai quali propose di salire sul monte Tabor, per coinvolgerli in una esperienza unica (la trasfigurazione). Oltre a questi dodici, ne prese altri settantadue e “li inviò, a due a due, davanti a sé” – come si legge nel vangelo della festa di san Ruffillo – “in ogni città e luogo dove stava per recarsi”. Erano degli apripista. Ma non dimentichiamo, e lo scopriremo leggendo la discesa dello Spirito santo nel Cenacolo, che, con i dodici, c’erano anche i fratelli di Gesù, altri discepoli e alcune donne che “lo seguivano fin dall’inizio”. Insomma il Signore aveva cura di seguire e accompagnare le persone a seconda dei compiti e dei carismi che dimostravano di avere. Ruffillo era un pastore, e anche lui, sono certo, amava circondarsi di collaboratori, per annunciare il vangelo in terra di Romagna.
Sante messe, Giubileo, visita pastorale, catechismo, centri estivi, visita alle famiglie (e tante altre esperienze), sono tutte occasioni nelle quali oggi il Signore, attraverso i suoi collaboratori, chiama e forma le persone. Per poi inviarle in missione. La formazione è il primo tempo del nostro essere discepoli del Signore, non giochiamo tutta la partita se non andiamo in missione.
In un mondo che ha perso fiducia nel futuro, tentato di arrendersi alle tante (troppe) cose negative che deve affrontare ogni giorno (come era il drago per san Ruffillo), i Pellegrini di speranza sono coloro che non si scoraggiano, ma dicono di sì alla chiamata di Gesù e vanno per le strade a seminare fiducia e speranza. Tu che stai leggendo, sei davvero convinto che Gesù ha bisogno di te per costruire un mondo migliore? E tu, ci stai? Quando verrò in visita pastorale ci metteremo d’accordo.
Mons. Livio Corazza
VERSO LA VISITA PASTORALE
Quest’anno l’icona che accompagna il cammino della nostra Chiesa diocesana rappresenta la comunità degli apostoli nel giorno di Pentecoste quando trova compimento la promessa di Gesù “Riceverete la forza dallo Spirito Santo” (At 1, 8). Così da un gruppo impaurito e scoraggiato di persone, rinvigorito dalla forza dello Spirito, nasce la Chiesa che ancora oggi cammina per testimoniare l’amore di Cristo. Forse la tentazione dello scoraggiamento continua a serpeggiare nelle nostre comunità quando guardiamo ai numeri, all’indifferenza religiosa, alla crisi dei sacramenti ma Gesù continua a ripeterci “Venite a me, voi tutti che siete travagliati ed aggravati, e io vi darò riposo.” (Mt 11, 28). Per questo la Chiesa non può perdere la speranza e lo stesso Papa ce lo ricorda in questo anno giubilare. Anche il nostro Vescovo, come “pellegrino di speranza”, si è messo in cammino per visitare le Unità Pastorali della nostra Diocesi e dal 29 settembre al 5 ottobre 2025 sarà presente nella nostra comunità per ascoltare, incoraggiare, consigliare. La preparazione dell’incontro ci ha consentito di riflettere sulla vita della nostra Chiesa locale e di fare una attenta revisione dei vari ambiti pastorali:
- Ambito liturgico-sacramentale, che esprime la dimensione orante e celebrativa della Chiesa (la vita liturgica). In essa confluiscono i ministeri di quanti animano le celebrazioni e la preghiera della comunità.
- Ambito dell’annuncio, l’evangelizzazione e la catechesi, che raccoglie la dimensione educativa della Chiesa (l’ascolto della Parola). Vi fanno parte coloro che si prodigano per la formazione nella comunità cristiana(catechesi); coloro che in molte maniere collaborano all’annuncio del Vangelo a quanti ancora non lo conoscono (missione); coloro che ricercano vie di dialogo e di comunione con i credenti di altre confessioni cristiane (ecumenismo) o altre religioni (dialogo interreligioso).
- Ambito della carità e fraternità ecclesiale, che manifesta la dimensione caritativa e fraterna della vita cristiana. Comprende tutte le forme con le quali la comunità si prende cura dei più piccoli e dei poveri, per sostenerli nelle loro necessità e per renderli protagonisti e responsabili della propria liberazione.
- Ambito sociale e culturale, che tratta di un aspetto spesso trascurato dalle nostre comunità, più preoccupate di gestire l’esistente che di essere presenti negli «areopaghi» della vita sociale. Ad essa vanno ricondotti quanti vivono la testimonianza credente nei diversi ambienti di vita e collaborano, assieme a tutti gli uomini di buona volontà, all’edificazione di una società più umana, fraterna e solidale.
- Ambito tecnico-amministrativo e segreteria, che si occupa della gestione delle varie strutture dell’Unità Pastorale, degli aspetti tecnici relativi, dell’ambito amministrativo e dell’attività di segreteria.
I capigruppo delle Equipe nei diversi “ambiti pastorali” hanno sintetizzato il lavoro svolto durante l’ultimo Consiglio di Unità Pastorale e, quanto emerso, verrà presentato attraverso un documento scritto, durante la visita del Vescovo nella nostra comunità forlimpopolese. E’ importante sottolineare che le Equipe e il Consiglio di Unità pastorale sono strumenti per camminare insieme e costruire, con spirito di corresponsabilità, una Chiesa che sia sempre più segno di speranza.
Cristiano Colinelli
INSIEME E’ BELLO
Dal primo ottobre 2024 il Gruppo Insieme è Bello si ritrova con cadenza settimanale e conta mediamente una ventina di persone. Ogni martedì pomeriggio si alternano varie attività fra cui: ginnastica dolce, canzoni nuove e vecchie, aneddoti, storie antiche e recenti, racconti del passato, ricette di cucina, tombola, barzellette, giochi di memoria visiva, tattile e odorosa, il tutto accompagnato da una buona merenda. Sono stati realizzati piccoli lavori di bricolage Insieme al Gruppo La Dolce Vita è stato organizzato il pranzo dell’Epifania presso la sala Centro Andrea. Sono intervenuti esperti che hanno parlato di truffe e furti agli anziani, di prevenzione alle cadute in casa e all’esterno, lezioni sulla memoria, prevenzione del gioco d’azzardo, cura delle piante, come conservare e assumere farmaci, gestioni economiche e lasciti futuri, accudire animali da appartamento. Ci sono state passeggiate in uscita alla Casa di Paola con visione di quadri molto interessanti come per esempio la mostra dei quadri dedicati al cantante Lucio Battisti. In programma la visita alla Casa Museo dello scultore Bertozzi. Se altri amici volessero aggiungersi al gruppo, sarebbero ben accolti. I riferimenti sono: Elena 329 0107782, Silvana 3357065005
Liviana, Fulvia, Elena, Silvana
spazio giovani
Una comunità che educa: dalla comunione una missione.
Già dentro il mistero della Pasqua di Cristo, pronti a partire per il Giubileo con una settantina di adolescenti della nostra Comunità Cristiana il 25 aprile, mentre scrivo queste righe, mi guardo indietro e vedo che i mesi sono passati. Tempo, fatiche, gioie, incontri: la vita che va avanti. Stiamo costruendo qualcosa? Si. A partire dal rapporto tra adulti: con fatica, con temperamenti diversi (chi tira avanti, chi indietro), stiamo cercando di imparare un metodo, una modalità, per stare nella grande avventura dell’educare. Di fronte a quella che i giornali chiamano “emergenza educativa”, che tocchiamo con mano anche nelle zone d’ombra nelle nostre piccolissime periferie, cosa possiamo fare? Come Gesù, partire da un rapporto che sappia attrarre attorno a cerchi concentrici sempre più ampi: la missione di due preti, il lavoro comune di un gruppo di adulti, l’amicizia con dei ragazzi per affascinarne altri, con un centro chiaro nella passione che Gesù di Nazareth aveva per ogni uomo. Il Giubileo, lo spettacolo teatrale sul Beato Pino Puglisi che un gruppo di ragazzi dai 13 ai 18 anni di provenienza trasversale (scout, azione cattolica, postcresima) sta portando avanti da ottobre, il Centro Estivo e la Vacanza estiva a Corumayeur sono solo le tappe, pur grandi e fonti d’entusiasmo, di un percorso che ci vede impegnati nel quotidiano di una trama di rapporti. Tutto questo lo affidiamo al Signore Risorto che, come dice l’angelo del Vangelo di Marco ci “vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto” (Mc 16,7). La santa inquietudine del santo educatore.
Don Francesco
I Salmoni crescono controcorrente
Nel novembre del 2020 un piccolo gruppo di ragazzi/e, ricevuta la cresima nel pieno periodo del Covid, si è ritrovato nel teatrino di san Pietro e ha deciso insieme come chiamarsi: Salmoni. Perché? Perché ai ragazzi piaceva l’idea di essere qualcuno che andava contro corrente. Da allora i Salmoni coinvolgono ragazzi e ragazze d’ogni provenienza perché il senso è diventare “grandi” camminando insieme in una prospettiva comunitaria che interroghi ciascuno sulla propria vocazione. In questo senso sono state significative le esperienze di servizio come animatori in parrocchia o volontari in diversi ambiti sociali, la partecipazione ad eventi per adolescenti come “Seguimi” a Roma nel 2022 o la GMG a Lisbona nel 2023, il Giubileo dei giovani il prossimo agosto. Tentiamo ora di lavorare sulla consapevolezza di essere giovani adulti che vivono in maniera più personale e quindi più autentica le esperienze di fede e di vocazione. L’amicizia si riempie nel senso di essere comunità grazie anche alla presenza di tutti gli adulti, sacerdoti e genitori che li hanno accompagnati in questi anni. Quello che si continua a sperimentare è la presenza di un amore più grande a cui affidare dubbi, incertezze ma anche la gratitudine di giovani che cercano ancora di andare controcorrente alla ricerca di un desiderio profondo di felicità per sé e per le persone che incontrano.
Dal Forlimpopoli 1: SPERARE SPERANZA
Riceviamo in questi giorni, come capi scout, la rivista PE (Proposta Educativa) e subito mi rimangono queste frasi: “La speranza è il respiro del presente che guarda al futuro, è la capacità di attraversare ciò che ci accade consegnandone l’orizzonte a una promessa d’Amore e di Bene, è fiducia nell’altro che ci cammina accanto, è consapevolezza che seppur soli non siamo mai soli davvero perché l’aiuto ci verrà dall’alto”. In questo momento storico dove non sempre è semplice “consegnare l’orizzonte…”, la proposta scout ci guida attraverso tanti strumenti, a impegnarci, a sporcarci le mani, a essere la differenza, dove i nostri ragazzi diventano i protagonisti del presente. Credo sia per questo che i ragazzi del Clan hanno scelto quest’anno come capitolo: “La Scelta Politica”. La Scelta Politica nel mondo scout non c’entra niente con partiti o propagande, ma è un’azione concreta e resiliente attraverso quello che è il cuore della nostra Promessa (fare del mio meglio: per compiere il mio dovere verso Dio e verso il mio Paese). Non è stato di certo tutto rose e fiori, perché anche per noi adulti a volte la politica risulta difficile, ma tornati dall’uscita a Monte Sole le parole di Mattia e Cecilia mi stupiscono: “abbiamo vissuto momenti drammatici in uscita e appena tornati a casa ci siamo resi conto che nel libro di storia ci sono solo 3 righe di quell’evento che ci ha sconvolti”. All’uscita di novembre invece li abbiamo visti giocare, documentarsi, travestirsi da quelli che sono le maggiori potenze mondiali. Sofia invece, una delle ragazze più grandi, ha trainato tutto il clan in attività non semplici, provando a riflettere e chiedersi “perché i giovani sono lontani dalla politica?”. Dunque, in questo tempo storico caratterizzato da contraddizioni e incertezze, sono i ragazzi stessi che ci aiutano ad aggrapparci a scintille di bellezza e concretezza che illuminano la notte.
Francesca, capo fuoco
SOLO L’AMORE CREA!
Nei week-end del 5-6 e 12-13 Aprile il gruppo dell’ACR ha partecipato agli esercizi spirituali diocesani di Quaresima. Il personaggio che cha accompagnato i ragazzi per i due week-end è stato Padre Massimiliano Kolbe, sacerdote deportato nei campi di concentramento durante la seconda guerra mondiale che ha offerto la propria vita per salvare un uomo. I ragazzi sono stati molto affascinati dalla sua storia che hanno potuto scoprire attraverso i giochi a tema del pomeriggio e nella veglia svoltasi alla sera. Gli ACRini sono stati chiamati ad aprile diverse porte sulla vita di P. Kolbe scoprendo la Fraternità, valore caro a quest’ultimo. La frase che ha accompagnato i ritiri è stata: solo l’amore crea! I ragazzi hanno riflettuto su quante barriere riesce ad abbattere l’amore. I week-end si sono conclusi con la S. Messa presieduta da Don Mauro Dall’Agata e alla presenza dei genitori dove gli ACRini sono stati protagonisti attraverso preghiere e gesti pensati durante i laboratori della mattina. E’ stata una bellissima esperienza che ha insegnato la storia di un grande personaggio e speriamo di aver trasmesso ai ragazzi un po’ della gioia che ha contraddistinto la preparazione di questi ritiri
Francesca educatrice ACR
IL CORAGGIO DI TORNARE.
“UN PELLEGRINAGGIO DI COMUNICAZIONE E PACE”
Mercoledì 14/5 ore 20:45 Teatro Cinema Verdi – Forlimpopoli
“Visitare i cuori. Diario illustrato di un viaggio a Gerusalemme in tempo di guerra”
Interverranno: Lara Calzolari, autrice del libro e Don Andres Bergamini, fratello delle Famiglie della Visitazione, fra gli organizzatori del pellegrinaggio
Durante la serata si cominceranno a raccogliere le prime adesioni al pellegrinaggio di comunione e di pace in Terra Santa della Chiesa di Forlimpopoli-Bertinoro
presentazione della mostra LA CUSTODIA DI TERRA SANTA che sarà allestita in Basilica a S. Rufillo dal 13 al 20 maggio
FESTA DI S. RUFILLO PATRONO DI FORLIMPOPOLI
VENERDI’ 16 maggio 2025
programma:
NEL PRATO DI S. RUFILLO
Sabato 10/5
ore 15:00 Palio di S. Rufillo. La Sfida dei 3 santi. i ragazzi del catechismo sono invitati a sfidarsi in gare di abilità per conquistarne lo stendardo
ore 19:00 PIZZATA (pizza + bibita 10€) iscriversi entro giovedì 8/5 al 338 248 7924
ore 20:30 San Rufillo In…Canto. Facciamo festa insieme
IN BASILICA
Domenica 11/5 S. Messa ore 11:30 ed esposizione delle reliquie
Martedì 13/5 ore 17:00 S. Messa e Unzione dei malati (non ci saranno le S. Messe delle 17 e delle 19)
Giovedì 15/5 ore 20:00 PRIMI VESPRI con l’Accensione della Lampada votiva, benedizione e distribuzione del pane di S. Rufillo. Al termine sarà offerto un aperitivo. (non ci saranno le S. Messe delle 17 e delle 19)
Venerdi 16/5 SOLENNITA’ DEL PATRONO S. RUFILLO
- ore 11:00 S. MESSA Presieduta da Mons. Livio Corazza.
- ore 20:00 S. Messa comunitaria


