Sulle Tracce dell’Amore – Una settimana indimenticabile
Il 7 luglio 2025 abbiamo caricato le nostre valigie sul pullman e siamo partiti, carichi di entusiasmo, per la nostra avventura in montagna.
Eravamo un gruppo molto numeroso ed eravamo tutti diversi tra noi; da chi aveva appena terminato le medie a chi aveva affrontato recentemente la maturità, da chi era già stato in vacanza con la parrocchia da chi, come me, partiva per la sua prima esperienza, traboccante di emozione ma con anche un pizzico di timore. Il viaggio è stato lungo, ma non stancante; la maggior parte di noi era già lontana con la mente anni luce da Forlimpopoli e pensava al programma che ci attendeva. Alcuni di noi erano preoccupati: l’idea di fare camminate lunghe e faticose, di passare molto tempo lontano da casa e di trovarsi a contatto così ravvicinato con persone con cui non avevamo mai interagito davvero ci spaventava.
Non è passato molto prima che ci rendessimo conto che tutte le nostre paure erano completamente infondate: in una brevissimo lasso di tempo, persone che fino a qualche giorno prima sembravano perfette sconosciute, all’ improvviso si sono ritrovate a comporre un ingranaggio più complesso, in cui, in qualche modo, ci si è trovati quasi tutti in sintonia gli uni con gli altri. All’improvviso siamo diventanti parte di una cosa grande, una cosa tanto grande che mai avrei potuto immaginare: con il passare dei giorni, mi sono resa conto che eravamo legati sempre di più da un senso di appartenenza e di familiarità senza precedenti, da un sentimento così speciale da non poterlo descrivere a parole.
Nei momenti di difficoltà eravamo sempre presenti gli uni per gli altri; c’era sempre qualcuno che rimaneva indietro con i meno atletici, sempre qualcuno a prendersi cura di chi si sentiva male. Nessuno è mai stato lasciato a sé stesso, nemmeno una volta.
Ci sono stati così tanti momenti in cui mi sono fermata a osservare la natura in cui eravamo immersi e di fronte a tanta bellezza e perfezione sono rimasta senza parole. Ci sono stati momenti che rimarranno impressi nella mia memoria ad esempio quando ho guardato il vuoto dell’Orrido di Prè-Saint-Didier o quando abbiamo celebrato la S. Messa sotto il temporale al rifugio e in fine quando sulla cima del Monte Bianco sentivo il freddo penetrarmi nei polmoni, ma non abbastanza profondamente da impedirmi di cantare Romagna mia a tutto fiato con un gruppo di cinquanta forlimpopolesi fieri. In ognuno di questi momenti mi sono sentita in connessione con i miei compagni e ho pensato di essere davvero fortunata ad avere avuto l’opportunità di prendere parte a qualcosa di così speciale.
Sicuramente non è stato sempre facile perché il male alla testa, alle gambe, la sete e la fame a volte si facevano sentire, spesso tutte insieme e diventavo di cattivo umore. Durava però solo un momento perché c’era sempre qualcuno in grado di strappare una risata a tutti, sempre qualcuno che si dedicava nel fare forza agli altri.
La mattina, subito dopo colazione, ci precipitavamo nella saletta per le lodi mentre ogni sera ci ritrovavamo nello stesso posto a parlare di Dio, di noi stessi e del mondo. Durante questa vacanza abbiamo affrontato molti temi spinosi, abbiamo dovuto scavare all’interno di noi stessi e far emergere le verità più scomode, quelle che neppure da soli riuscivamo ad ammettere. Eppure, tra di noi c’era una complicità tale che ci ha permesso di metterci completamente a nudo, parlando a vicenda dei nostri desideri, delle nostre paure, delle nostre emozioni, anche quando non era facile. Mi sono sentita ascoltata davvero, ogni volta. Sapevo che quello era un posto sicuro dove potevamo essere noi stessi senza venire giudicati. Affrontare la consapevolezza che saremmo dovuti ritornare non è stato facile , così come non è stato facile riunirci per le lodi un’ultima volta, la domenica mattina e accettare che nel giro di poche ore la settimana che ci ha unito sarebbe diventata solamente un ricordo.
Nonostante ormai siano passate settimane sono sicura che allo stesso modo in cui lo è per me questo viaggio è impresso in modo indelebili nelle menti di ognuno dei miei compagni. Sono anche sicura che , anche tra dieci, venti, trent’anni, nessuno si scorderà mai di quella settimana in Val d’Aosta, la settimana che ha cambiato la mia vita, e spero quella di tanti altri, in meglio.
Isabel Carega

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