Vita Religiosa settembre 2025

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Il seme

C’è un canto semplice e significativo che dice: “il Signore ha messo un seme nella terra del mio giardino..” Il  canto rimanda certamente alle tante parabole che Gesù racconta per annunciare il Regno di Dio e la fede come risposta che ognuno è chiamato a dare. Il seme e la terra, appunto.

Non è un seme qualsiasi ma di senape, il più piccolo di tutti i semi ma quando è cresciuto, è più grande delle altre  piante dell’orto e diventa un  albero.. (Mt.13,32). Siamo all’inizio di un nuovo anno pastorale e saremo visitati dal nostro Vescovo Livio che pian piano sta incontrando tutte le parrocchie della nostra diocesi. È l’occasione anche per chiederci: ma come stiamo coltivando quel seme piantato nella terra del nostro  giardino,  personale e comunitario?

In un’altra parabola Gesù parla di grano e zizzania. Potremmo anche noi desiderare di estirpare subito la zizzania e coltivare un bel campo di solo grano “duro e puro” ma Gesù dice di aspettare il tempo della mietitura (che è suo e non nostro) per non rischiare di strappare il grano che ancora deve maturare. In fondo Gesù ci dice che di fronte a tanta trascuratezza di quel seme che Lui ha piantato, di fronte a tanta indifferenza e durezza di cuore  e dispersione (pensiamo solo alla frequenza alla Santa Messa domenicale) il vero modo di opporsi al male è costruire il bene  possibilmente insieme, dandoci una mano.

Questo è il vero lavoro di una comunità cristiana, fatta di famigli genitori, nonni,  insegnanti e catechisti, allenatori di squadre: saper vedere e riconoscere il bene che c’è in ogni persona e valorizzarlo a vantaggio di tutti.

In questo numero di Vita Religiosa trovate l’intervista al vescovo, alcune iniziative che han visto coinvolti soprattutto i giovani, e diversi appuntamenti della visita pastorale che si svolgerà dal lunedì 29 settembre alla domenica 5 ottobre con la Santa Messa  a S. Spirito in occasione della festa della Madonna del Rosario. “E il Seminatore uscì a seminare…” (Mt.13,3-9) Che cosa ci chiediamo all’inizio di questo anno pastorale? Diventare veri coltivatori di quel seme di Vangelo che è stato gettato nella nostra vita. Non ci è chiesta una  performance ai massimi livelli, ci è chiesto di coltivare, nel terreno che ci è dato, quella promessa di piena realizzazione della nostra vita, nella percentuale che ci è data. Buon lavoro a tutti.

 

don Stefano