La speranza della pace

«LE FORZE CHE MUOVONO LA STORIA SONO LE STESSE CHE RENDONO L’UOMO FELICE» (don Giussani)

La situazione della popolazione di Gaza ha ferito la coscienza di molti, perché nel cuore di ciascuno abita il desiderio della giustizia e della pace. Purtroppo, questo desiderio positivo si riduce spesso a una buona intenzione, confusa nelle prospettive e quindi facilmente strumentalizzabile.

Ma la pace esige di essere costruita ogni giorno, cominciando dal basso, iniziando cioè a viverla li dove si è, perfino in contesti di guerra, affinché innervi con le opere il tessuto sociale e diventi cultura, fino a investire le relazioni tra Stati.

 

LA PREGHIERA E LA TESTIMONIANZA DELL’UNITÀ

Facciamo nostra la domanda del Papa: «Da cristiani, oltre a sdegnarci, ad alzare la voce e a rimboccarci le maniche per essere costruttori di pace e favorire il dialogo, che cosa possiamo fare?».

La preghiera è la prima risposta indicata dal Santo Padre, che ci invita a recitare il Rosario per la pace ogni giorno del mese di ottobre e a «fare di ogni tragica notizia e immagine che ci colpisce un grido di intercessione a Dio», che è Padre di tutti e ci rende dunque fratelli e sorelle. La preghiera converte i cuori e apre alla speranza.

«Ma c’è di più», ha aggiunto papa Leone: «C’è la testimonianza. […] Una testimonianza che in questo frangente commuove e conforta per la sua radicalità è quella offerta dai religiosi che vivono a Gaza: nonostante l’ordine di evacuazione emesso dal governo israeliano, hanno deciso di non abbandonare quelle terre. Per il parroco di Gaza, le suore e gli altri religiosi che rimangono nella Striscia, ciò implica accettare il rischio di morire.

 

Ti invitiamo  MARTEDÌ 28 OTTOBRE ALLE ORE 20,45 presso la parrocchia di S. Pietro  (sala “Sr Raffaella”, via Massi n.15) per dialogare insieme a partire dalla domanda del Papa:

 «Da cristiani, oltre a sdegnarci, ad alzare la voce e a rimboccarci le maniche per essere costruttori di pace e favorire il dialogo, che cosa possiamo fare?»

 

Ci aiuterà nel dialogo l’Ing. Ettore Soranzo, laico consacrato, originario di Padova. Ha lavorato per più di 20 anni in Terra Santa e in particolare a Gerusalemme al servizio della custodia di terra santa durante il custodiato di p. Pizzaballa, dove ha avviato un nuovo ufficio tecnico per la manutenzione e la gestione degli edifici della custodia (chiese, conventi  case, ecc.)

 

Gli amici di Azione Cattolica, Comunione e Liberazione di Forlimpopoli,  MASCI e Agesci Forlimpopoli 1, Rinnovamento nello Spirito e Volontariato Vincenziano