Pellegrinaggio di Comunione e Pace
Difficile descrivere un’esperienza come quella vissuta dall’1 al 7 gennaio in Terra Santa. Pellegrinaggio di Comunione e Pace, lo abbiamo chiamato. Non voleva essere il classico pellegrinaggio dove si ripercorrono le strade e si toccano le pietre dei posti vissuti da Gesù, o almeno non solo quello. Volevamo incontrare le pietre vive della Terra Santa, Israele, Palestina. E così è stato: tre giorni a Gerusalemme incontrando il Patriarca Gianbattista Pizzaballa, la giornalista ebrea Sarah Parenzo, Giovan Battista Brunori che tutte le sere ascoltiamo sul TG1, Lucia D’Anna violoncellista della scuola musicale Magnificat ed altri. Poi ci siamo trasferiti a Betlemme dove abbiamo incontrato le suore della casa Hogar Nino Dios, suor Anna, palestinese che gestisce il Terra Santa College che ospita 1200 ragazzi, siamo stati in due villaggi della Cisgiordania ad incontrare le comunità cristiane lì presenti, abbiamo ammirato i murales di Bansky e ascoltato la testimonianza commovente di Wafa, madre cristiana palestinese che lotta per dare un futuro decente alle sue tre figlie. Abbiamo poi visitato un ospedale di riabilitazione che costruisce protesi per i feriti di Gaza. Infine, un gruppo è stato nel campo profughi di Aida sfidando a calcio una squadra di calcio di ragazzini del posto, risultato: Palestina 1 Italia 0. Altri sono stati i momenti vissuti ma sarebbe troppo lungo elencarli tutti. Nel video che allego potete rendervi conto meglio. In Terra Santa la gente sopravvive alla violenza ma colpiscono le persone che non si arrendono e vogliono vivere, non sopravvivere. Questo ha permesso a noi italiani di superare tante differenze, di età, di provenienza, anche di posizioni ideali diverse e di vivere una esperienza che ha segnato tutti. Siamo tornati diversi, ognuno potendo raccontare qualcosa che ha inciso nel cuore prima che nella mente e negli occhi. Adesso quando guardo le immagini di Gaza distrutta dai bombardamenti, vedo Gerusalemme vecchia deserta o ascolto il Patriarca è diverso: sono luoghi familiari, amici e amiche che porto nel cuore. Cosa possiamo fare? Come tutti ci hanno chiesto e invito anche voi che leggete, primo, preghiamo per loro tutti i giorni, secondo, appena si può torniamo in Terra santa, terzo aiutiamo come possiamo. Abbiamo alcuni progetti in campo.
Don Stefano
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