VASI DI CRETA

Il teatro non è l’arte della finzione ma della rappresentazione. Non della “sceneggiata” ma della “sceneggiatura”. Avviene tutto incontrando una storia e scavando dentro essa e dentro se stessi per portare alla luce del palco e degli spettatori ciò che è in profondità. Quest’anno il nostro laboratorio teatrale, una delle tante occasioni di crescita che proponiamo ai nostri ragazzi delle superiori nel cammino di educazione alla fede, propone uno spettacolo intrigante, un incontro tra un santo medievale segnato dalla disabilità, Sant’Ermanno lo storpio, ché è anche il tema della mostra che la Comunità Cristiana offre alla città in occasione della festa di S. Rufillo, e un circo di storie ferite ma amate, di talenti trovati e purificati. Una storia che racconta come la più grande bellezza sia custodita dalla fragilità, una storia che vogliamo raccontare in un mondo che esalta solo il successo della performance e a cui noi vogliamo dire con San Paolo, mentre tanti si affannano solo per vincere e affermarsi: “però noi abbiamo questo tesoro in vasi di creta, perché appaia che questa potenza straordinaria viene da Dio e non da noi” (2Cor 4,7).

Don Francesco Agatensi